Giuseppe Berto - Associazione Culturale

Edizione 2017 - Premio Berto

GIULIA CAMINITO, CON “LA GRANDE A”, VINCE IL PREMIO BERTO 2017

La cerimonia di proclamazione del vincitore della XXV edizione del Premio ieri sabato 8 luglio a Mogliano Veneto.

Giulia Caminito, con La Grande A, Giunti, è la vincitrice della XXV edizione del Premio Letterario nazionale Giuseppe Berto.

L'ha proclamata oggi (sabato 8 luglio) a Mogliano Veneto, città dove è nato lo scrittore cui il Premio è intitolato, la Giuria presieduta da Antonio D’Orrico, critico del Corriere della Sera.

Giulia Caminito è stata premiata dalle Amministrazioni comunali di Mogliano Veneto e di Ricadi, rappresentate dalle due prime cittadine, Carola Arena e Giulia Russo.

Premio Bereto 2017 - Giulia Caminito vincitrice premiata dalle sindache di Ricadi (sx) Giulia Russo e Mogliano (a dx) Carola Arena

Giulia Caminito con Giulia Russo (a sinistra) Sindaco di Ricadi, e Carola Arena (a destra) Sindaco di Mogliano Veneto

La premiazione è stata l'atto finale di una serata dedicata allo scrittore moglianese, nel corso della quale Cesare De Michelis Presidente dell'Associazione culturale Giuseppe Berto, cui si deve la ripresa del Premio lanciata nel 2014 anno in cui si era celebrato il centenario della nascita dello scrittore, ha sostenuto che Giuseppe Berto è sicuramente il principale autore italiano del Novecento.

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Un momento del talk sull'attualità dell'opera di Giuseppe Berto, con Giuseppe Lupo, Cesare De Michelis e Antonio D'Orrico, con Cristiana Sparvoli, giornalista trevigiana che ha condotto la serata.

Giulia Caminito, con La Grande A, Giunti, era nella cinquina dei finalisti con Nicola De Cilia, con Uno scandalo bianco, Rubbettino, Andrea Inglese, con Parigi è un desiderio, Ponte alle Grazie, Francesca Manfredi, con Un buon posto dove stare, La nave di Teseo e Athos Zontini, con Orfanzia, Bompiani.

Ha sbaragliato una concorrenza piuttosto qualificata già per entrare nella cinquina della finale, perché questa annata, come succede spesso per la produzione vinicola, già dalla prima selezione si era rivelata ricca di interessanti esordi, tanto che il Presidente della Giuria D’Orrico nel presentare la cinquina aveva dichiarato che se ne sarebbero potute fare almeno due.

“Ispirato a ricordi di famiglia, il romanzo La Grande A di Giulia Caminito è storia di italiani costretti a emigrare e nel contempo confronto tra due donne fuori dal comune, che cercano la propria realizzazione lontano dagli schemi ristretti dell'educazione ricevuta tra gli inizi del Novecento e l'epoca fascista. Alla prima, Adi, madre dura e intraprendente, interessa la concretezza economica trafficando con camion e alcolici; Giadina, la figlia, aspira invece a una felicità sentimentale. L'Eldorado di meraviglie rappresentato dall'Africa apre ad entrambe una diversa porta dei sogni”. Questa la motivazione della Giuria, in occasione della scelta di inserire il romanzo di Giulia Caminito tra i finalisti.

Premio Berto 2017 - Giulia Caminito vincitrice

Giulia Caminito a Mogliano Veneto per la premiazione.

Giulia Caminito è nata a Roma nel 1988 e si è laureata in Filosofia politica. Suo padre è originario di Asmara, sua nonna e suo nonno si sono conosciuti ad Assab, la sua bisnonna fu guidatrice di camion, contrabbandiera di alcolici e personalità vivace della comunità italiana d’Etiopia ed Eritrea. Giulia oggi vive a Testaccio e lavora per una casa editrice romana. La Grande A è il suo primo romanzo ed è stato ritenuto dalla giuria del Berto 2017 un esordio molto convincente. A lei va il premio di 5.000 euro.

Innanzitutto la giuria è stata molto colpita dall’ambientazione nel Corno d’Africa. Infatti - a parte le saghe familiari di alcuni scrittori di origine africana e di doppia nazionalità, come Emilia Dell’Oro o Gabriella Ghermandi, che nelle loro opere si interrogano sulla propria autobiografia - raramente il colonialismo italiano in Africa è diventato tema della nostra narrativa, se si escludono la campagna d’Etiopia in Tempo di uccidere di Ennio Flaiano o la Libia prima di Gheddafi in Confini dell’ombra di Alessandro Spina o, ancora, l’Etiopia del recentissimo I Fantasmi dell’Impero di Marco Consentino, Domenico Dodaro e Luigi Panella.

Si tratta di vicende storiche che la memoria ha in generale rimosso per la complessità delle responsabilità politiche, nonché per i sensi di colpa causati dallo sfruttamento delle colonie e dai crimini commessi dagli Italiani nel continente africano.

Ma Giulia Caminito, attingendo liberamente alle memorie di alcuni membri della sua famiglia, riesce a restituirne al lettore una visione composta e credibile, senza retorica e senza esotismo.

In secondo luogo, la giuria ha apprezzato la ricostruzione del difficile rapporto tra madre e figlia. La scrittrice ci accompagna infatti nella maturazione della protagonista: dalla fatica di crescere nell’Alto Milanese sotto la gretta sorveglianza di parenti avari perfino di affetti, fino alla ventata di indipendenza e di avventure in un universo africano - La Grande A - profondamente “altro”; per terminare col consapevole ritorno in patria dopo la fine del periodo coloniale.

Bella questa coppia di donne, contrapposte in tutto ma complementari e alla fine profondamente solidali: Giadina, la figlia, apparentemente debole, che si contrappone a una madre fuori dall’ordinario, Adi, libera e perfino avventuriera: come se Adi in un certo senso fosse la vera “grande A” cui allude il titolo. Una storia aperta alle speranze, che mostra come i sogni possano guidare una vita tutta in salita; senza melense consolazioni d’amore.

Giulia Caminito ha raccontato una lontana e sepolta storia di famiglia per sentito dire. Ascoltando i ricordi di chi c’era spesso in seconda battuta, ritrovando vecchie testimonianze, ripescando cose dimenticate. Il merito del suo libro è che fa rivivere quel passato come se lei fosse stata lì accanto alle sue ave, loro contemporanea. Il suo romanzo è il degno vincitore di una edizione speciale del Premio Berto per quantità, varietà e qualità delle opere proposte”

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Il Presidente della Giuria, Antonio D'Orrico, con Giulia Caminito.

ha commentato Antonio D’Orrico, Presidente della Giuria, formata da Cristina Benussi, Università di Trieste, Enza Del Tedesco, Università di Trieste, Giuseppe Lupo, Università Cattolica di Milano e scrittore, Laura Pariani, scrittrice, Stefano Salis, critico e giornalista del Sole 24 Ore e Alessandro Zaccuri, critico, scrittore e giornalista dell’Avvenire.

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Alcuni componenti della Giuria. Da sinistra Laura Pariani, Enza Del Tedesco, Cristina Benussi e Antonio D'Orrico.

PREMIO BERTO 2017: LA CINQUINA FINALISTA

Il vincitore della XXV edizione del Premio sarà proclamato sabato 8 luglio a Mogliano Veneto.

Giulia Caminito, con La Grande A, Giunti, Nicola De Cilia, con Uno scandalo bianco, Rubbettino, Andrea Inglese, con Parigi è un desiderio, Ponte alle Grazie, Francesca Manfredi, con Un buon posto dove stare, La nave di Teseo e Athos Zontini, con Orfanzia, Bompiani. E’ questa la cinquina dei finalisti selezionata dalla Giuria del Premio Letterario Giuseppe Berto per l’edizione 2017.

Premio Berto 2017 copertine cinquina

Una cinquantina le opere prime pervenute, tutte di narrativa, com’è peculiarità del Premio Berto che, in nome dello scrittore “veneto-calabrese”, festeggia il suo primo quarto di secolo mantenendo invariata la sua formula di premio riservato esclusivamente a scrittori esordienti, conservando quel ruolo di scopritore di talenti letterari italiani iniziato nel 1988. Presenti tutte le più importanti case editrici italiane, affiancate dal vivace mondo degli editori medio-piccoli.

La Giuria che ha valutato le opere in concorso è presieduta da Antonio D’Orrico, critico e giornalista del Corriere della Sera, e formata da Cristina Benussi, Università di Trieste, Enza Del Tedesco, Università di Trieste, Giuseppe Lupo, Università Cattolica del Sacro Cuore Milano e scrittore, Laura Pariani, scrittrice, Stefano Salis, critico e giornalista del Sole 24 Ore e Alessandro Zaccuri, critico, scrittore e giornalista dell’Avvenire.

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“Quest’anno al Premio hanno concorso opere caratterizzate da una ricca varietà di richiami culturali – ha commentato Antonio D’Orrico, Presidente della Giuria –. Nel complesso elevata la qualità della produzione letteraria ricevuta, con un ampio divario nella formazione degli esordienti: dalle vocazioni solitarie che sfociano in età matura, agli allievi di scuole di scrittura, con un denominatore comune che è il grande investimento sul lavoro della scrittura. Frequente in alcune opere è il percorso di rivedere e indagare ancora sulla storia d'Italia recente, cercando ora di capirla, con gli strumenti dell'indagine letteraria. Così come è presente la dimensione favolosa del mondo coloniale. Finalmente in Italia si comincia a parlare di questo periodo, riuscendo ad avere un rapporto rappacificato con una parte di storia per anni sepolta, il tutto forse favorito anche dall'immigrazione che nel processo del succedersi delle generazioni porta a flussi in direzioni opposte. La globalizzazione indubbiamente aiuta la libertà geografica immaginativa che si respira in più opere. Molto forte l'elemento femminile dei libri in concorso, attestato anche dalla presenza di due autrici nella cinquina che abbiamo selezionato”.

Il vincitore sarà proclamato nel corso della finale che si svolgerà sabato 8 luglio in Piazzetta del Teatro a Mogliano Veneto. Al vincitore andrà un premio in denaro di 5.000 euro.

L’ultima edizione, svoltasi lo scorso luglio a Ricadi - Capo Vaticano, nella splendida cornice di Casa Berto, è stata vinta dal milanese Sergio Baratto, con la sua opera prima edita da Mondadori, “La steppa”.

La XXV edizione del Premio è promossa da un Comitato promotore formato dall’Associazione Culturale Giuseppe Berto, cui partecipano Emanuela ed Antonia Berto, moglie e figlia, i Comuni di Mogliano Veneto e Ricadi, la Regione Veneto, con la collaborazione del Liceo Statale “Giuseppe Berto” di Mogliano Veneto e con il contributo economico del Colorificio San Marco, azienda globale dal cuore moglianese, legata al Premio fin dal suo debutto.

“Accogliere a Mogliano Veneto il Premio Berto – ha dichiarato Carola Arena, Sindaco di Mogliano Veneto – è sempre motivo di immensa soddisfazione e orgoglio per la nostra città. Questo evento, al quale la cittadinanza partecipa ad ogni edizione con gran entusiasmo, rappresenta per la nostra Amministrazione una manifestazione di altissimo valore culturale per il ricordo di uno scrittore che ha lasciato il segno nella letteratura, un autore ancora oggi molto amato e letto. Per questo continuiamo, con determinazione, a sostenere il suo percorso, consapevoli che il Premio Berto e la memoria della figura intellettuale al quale è intitolato siano un punto di riferimento per le giovani generazioni e i futuri nomi di successo della scrittura”.

“Supportare le arti è una vocazione naturale per Colorificio San Marco – spiega Federico Geremia – e siamo orgogliosi di continuare a dare il nostro contributo a questo importante premio letterario, trampolino di lancio per giovani talenti che abbiamo sostenuto sin dall’inizio e che ormai è un punto di riferimento a livello nazionale”.

La cinquina e le motivazioni della Giuria

Giulia Caminito , La Grande A , Giunti

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Ispirato a ricordi di famiglia, il romanzo La Grande A di Giulia Caminito è storia di italiani costretti a emigrare e nel contempo confronto tra due donne fuori dal comune, che cercano la propria realizzazione lontano dagli schemi ristretti dell'educazione ricevuta tra gli inizi del Novecento e l'epoca fascista. Alla prima, Adi, madre dura e intraprendente, interessa la concretezza economica trafficando con camion e alcolici; Giadina, la figlia, aspira invece a una felicità sentimentale. L'Eldorado di meraviglie rappresentato dall'Africa apre ad entrambe una diversa porta dei sogni.

Nicola De Cilia , Uno scandalo bianco , Rubbettino

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È una storia di una vita politica di provincia esemplare per comprendere il passato che si proietta sul presente, mettendo in dubbio valori privati e pubblici. La scrittura si piega a seguire la cronaca e ad entrare negli spazi intimi nel gioco complesso di nascondimenti e rivelazioni.

Andrea Inglese , Parigi è un desiderio , Ponte alle Grazie

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Parigi è un desiderio di Andrea Inglese è l’inseguimento di un fantasma. Di una città iperletteraria e piena di storie e personaggi, che si inseguono e si riprendono, accompagnano la Storia e le storie, di ciascuno dei protagonisti. Nella storia di Andy, che fin da piccolo ha sognato Parigi, scorrono i temi del grande Novecento letterario, ovviamente filtrati da una vicenda personale. Una inesausta costruzione di miti giovanili che sono destinati a crollare, e l’arrivo di una maturità, con la nascita della figlia, epilogo del romanzo, sono il centro di una narrazione densa e inquieta, con una scrittura perennemente tesa, percussiva e raziocinante, capace di alternare con incredibile coerenza avventure picaresche e ragionamenti incisivi. Con la colta ironia di chi verifica talora la comica insensatezza delle cose e la natura mai del tutto chiara, mai del tutto autentica dell'essere umano.

Francesca Manfredi , Un buon posto dove stare , La nave di Teseo

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La scrittura di Francesca Manfredi è asciutta, concisa, sofisticatamente elementare. Il fraseggio è breve, essenziale, il battito del periodo secco, il lessico quasi del parlato. La parola, d’altronde, qui è strumento di reticenza, spinta in fondo a un movimento interiore pieno di silenzio, dove a risuonare è l’eco del non detto. La narrazione si concentra in dettagli minimi, in movimenti d’atmosfera che infine conferiscono all’apparente banalità di un episodio i significati di una recondita e misteriosa agnizione. Nella cronotipicità di questi racconti ci sembra di riconoscere l’orizzontalità di Carver e la verticalità dei Sillabari parisiani: proprio come in essi il narratore ferma il tempo del racconto, ne dilata il presente tra la fuga ellittica del passato e del futuro, cosicché nella retina dello sguardo del personaggio - e del nostro - resti impressionata una delle molteplici figurine che girano dentro la lanterna magica della vita. Undici racconti che, pur nella loro autonomia, costruiscono un macro racconto, tenuti insieme dalla logica cogente di un’intimissima educazione sentimentale, inevitabile e precaria. L’arco narrativo della vicenda resta infatti coraggiosamente sospeso, non ci consente lo sguardo lungo, retrospettivo, della fine: si arresta piuttosto come un ponte aggettante su acque correnti, di cui non vediamo la sponda.

Athos Zontini , Orfanzia , Bompiani

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È un libro coraggioso fin dal titolo perché l'autore inventa un termine inesistente in cui si coniuga il tema della solitudine rispetto ai genitori con il tema della crescita. Divertente, leggero, ironico, Orfanzia ha il pregio di essere una favola oscura e un romanzo di incomprensioni tra generazioni diverse.

A MOGLIANO VENETO LA FINALE DELL’EDIZIONE 2017

Torna a Mogliano Veneto la serata finale del Premio Berto, con la proclamazione e la premiazione del vincitore sabato 8 luglio.

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La cerimonia si svolgerà in Piazzetta del Teatro, con inizio alle 19.00.

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*In ordine alfabetico

Abruzzese Sandro,”Mezzogiorno padano", Manifestolibri, Roma

Appetito Andrea,” Tomàs", Effigie edizioni, Milano

Bacchini Sandro,” Vino e sentimenti", La Cesenate Edizioni, Cesena

Baldisserotto Elisabetta,” Di là dall’acqua", Cleup, Padova

Belluardo Artuto,” Minchia di mare", Elliot, Roma

Bergamin Alessio,” Un’insolita armatura", Cleup, Padova

Bertoncello Nico,” A due passi dal cuore", Attiliofraccaro editore, Bassano del Grappa

Bucalo FJV,” Nero d’assenzio", Calabria Letteraria Editore, Catanzaro

Callieri Valerio,” Teorema dell’incompletezza", Feltrinelli, Milano

Caminito Giulia,” La grande A", Giunti, Firenze

Castagna Ettore,” Del sangue e del vino", Rubbettino, Catanzaro

Ciabatti Teresa,” La più amata", Mondadori, Milano

Codogno Barbara,” Il dio dei topi", Cleup, Padova

Cuffaro Alessio,” La distrazione di Dio", Autoriuniti, Torino

De Cilia Nicola,” Uno scandalo bianco", Rubbettino, Catanzaro

Della Mina Pamela,” Viola e verde", Tombolini Editore, Ancona

De Luca Emanuele,” Grognardo li Taverni e gl’altri conti", Quattropassilbri, Roma

Di Michele Vincenzo,” Cefalonia, io e la mia storia", Il Cerchio, San Marino

Fangareggi Giorgio,” Il bosco dei Gemma", Nulladie, Enna

Flocco Domenico,” Figli dimenticati", Nulladie, Enna

Grimaldi Vittorio,” Rio Belgrano", Edizioni Clichy, Firenze

Iacono Gianfranco,” Due vite, una storia", Nulladie, Enna

Inglese Andrea,” Parigi è un desiderio", Ponte alle Grazie, Milano

Lattanzi Antonella,” Una storia nera", Mondadori, Milano

Livi Roberto,” La terra si muove", Marcos Y Marcos, Milano

Lucci Stefania,” Viola deve sapere", Alter ego, Viterbo

Macioci Enrico,” Lettera amore yeti ", Mondadori, Milano

Manfredi Francesca,” Un buon posto dove stare", La nave di Teseo Milano

Marrucci Claudio,” Ammettiamo che l’albero parli", Fahreneit 451, Roma

Mastrone Angela,” Oltre i confini del tempo", Nulladie, Enna

Mazzariol Giacomo,” Mio fratello rincorre i dinosauri", Einaudi, Torino

Mecconi Beppe,” Trabastìa", Oltre, Sestri Levante (GE)

Meli Isidoro,” La mafia mi rende nervoso", Frassinelli, Milano

Minardi Sabina,” Caterina della notte", Piemme, Milano

Montagnese Brunello,” I colori della notte", Besa editrice, Nardò (LE)

Pantaleone Sergi,” Liberandis dòmini", Pellegrini editore, Cosenza

Palumbo Umberto,” L’ultimo compagno di viaggio", Morlacchi Editore, Perugia

Panfido Isabella,” Lagunario", Santi Quaranta, Treviso

Passoni Gian Paolo,” Confessioni di un autistico sentime. ", Frassinelli, Milano

Pastore Christian,” Senza amare andare sul mare", Formebrevi edizioni, Caltanissetta

Pizzorno Gabriella,” Il Passaparola", Europa Edizioni, Roma

Pinti Valeria ,” Ada ", Nulladie, Enna

Raspi Eugenio,” Inox", Baldini e Castoldi, Milano

Rinaldi Marco,” Non voglio bene a nessuno", Alter ego, Viterbo

Santoni Vanni,” Stanza profonda ", Laterza, Bari

Satta Fiamma,” Io e lei", Mondadori, Milano

Scotti Carmela,” L’imperfetta", Garzanti, Milano

Staropoli Carafati,” Giusy La terra del ritorno", Pellegrini editore, Cosenza

Viola Ester,” L’amore è eterno finché non risponde", Einaudi, Torino

Zontini Athos,” Orfanzia", Bompiani, Milano

Zura Puntaroni ,” Marta Grande era onirica", Minimum Fax, Roma

Si ringrazia il Colorificio San Marco SpA , main sponsor del Premio Letterario Giuseppe Berto, da sempre pronto a supportare le arti e i giovani talenti.

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